QUARTO ANNO FREELANCE

Dopo aver saltato il terzo anno, finalmente mi rimetto in pari con il quarto anno da freelance.

Per chi non lo sapesse ho deciso di fornire una testimonianza reale di quello che avviene una volta aperta P.Iva, coi suoi pro e i suoi contro.

 

Perché?

Ricordo benissimo quando io stessa,  cercando informazioni e rassicurazioni del tipo “se apro P. Iva che succede? fallirò automaticamente? quale delle dieci piaghe d’Egitto si scatenerà?”, non riuscivo a trovare nulla, e rimanevo con tutti i miei dubbi.

Qui potrai trovare la testimonianza del mio primo anno da freelance e secondo anno da freelance direttamente nel blog, a disposizione di tutti.

 

Il terzo anno manca perché come molti di voi sanno, ho subito un’operazione d’urgenza, così tosta che mi ha messo in crisi anche a livello professionale.

Per non parlare a livello personale, tanto che ancora adesso accendo un cero quando passo davanti a un santuario, ma torniamo a noi.

 

Tra i mille dubbi che genera un’esperienza di questo tipo,  due in particolare erano diventati degli stop alla mia attività in libera professione:

1. la tutela sanitaria: 10 giorni in ospedale e un mese a casa prima di camminare e svolgere le mie attività in maniera quasi normale equivalsero a zero entrate, ansia clienti in attesa, zero rimborsi sanitari.

2. la qualità della vita: quando lavori 7 su 7 con una media di 60 ore alla settimane e rischi di andartene a 34 anni, le tue priorità si ribaltano completamente.

 

Pertanto, dopo alcuni mesi sabbatici in cui ho comunque portato avanti il lavoro con i vecchi clienti, ho scelto di continuare per questa strada affrontando i due punti di cui sopra nel seguente modo:

1. stipulando un’assicurazione sanitaria: hanno dei costi tra i 400 e i 600 euro annui, ma vale la pena! E’ vero che d’istinto sembra pessimismo, ma fatela e vivrete sereni.

2. rimodulando il mio tempo: ho smesso di lavorare di sera e alla domenica, gestendo in maniera diversa i carichi di lavoro. Non è facile, anzi. Se non ci riuscite, fatevi aiutare: c’è in gioco la vostra vita.

 

Con queste premesse, sono ritornata nei panni della freelance con una maggior consapevolezza e ho iniziato il 4°anno: era il 2 gennaio 2020.

Quello che è accaduto poi, non ve lo dico nemmeno, perché é sotto gli occhi di tutti.

 

Non so se ci credete anche voi, ma spesso le cose accadono per un motivo e affrontare una pandemia mondiale con questa nuova maturità,  mi ha aiutata moltissimo.

Sono riuscita a chiudere con un paio di clienti nuovi molto interessanti, portando avanti i rapporti con i miei cari “affezionati”.

Anche se di poco, posso dire che ho concluso con un fatturato che segna una crescita rispetto l’anno precedente.

 

Detto questo, quale testimonianza vi porto? 

Vi darei 4 consigli che ho personalmente messo in atto:

 

1. Fate rete

Arriverete a un punto in cui il lavoro occuperà la maggior parte del vostro tempo e rischierete di trascurare aspetti importanti che stanno dietro il vostro business. Potete scegliere di delegare completamente o creare una rete di altri freelance per un mutuo aiuto prendendo due piccioni con una fava: scarico di lavoro + partnership.

 

2. Pianificazione e organizzazione 

L’ho scoperto sulla mia pelle, le attività consolidate devono avere un’organizzazione impeccabile in ogni aspetto. L’improvvisazione è OK in una piccola percentuale, più che altro per la parte creativa. Per il resto bisogna avere le idee molto chiare e pianificare tutto, dai tempi ai costi.

 

3. Santo commercialista

Servirebbe un articolo del blog a sé, ma mi limito a una sola considerazione, fate attenzione al commercialista che scegliete! Anche se avete un regime semplice (io ho ancora il forfettario), il commercialista può cambiarvi la vita. L’ho sempre saputo, ma ci sono cascata anch’io. Ho dovuto scoprirlo solo al terzo anno che qualcosa non andava (un anno e mezzo in meno di contributi pagati e tante imprecazioni). Se potete, scegliete qualcuno che già abbia una buona conoscenza di regimi semplici e che non lavora solo con grandi aziende.

 

4. Fidatevi

Se siete al primo e al secondo anno probabilmente sarete piene di dubbi. Ne so qualcosa. Alla fine del primo anno ho saputo che una collega freelance aveva fatturato tipo 30.000 euro in un mese. Io che sono un persona timida le ho scritto immediatamente, domandando come diamine avesse fatto e sollevando un po’ di dubbi in merito. Lei, gentilissima, mi aveva risposto, ma all’epoca vedevo tale risposta così astratta e lontana che pensai che stesse mentendo.

 

Perché ti racconto questo?

Perché è difficile vedere la fine di un percorso quando si muovono i primi passi: bisogna aver fiducia in quello che si sta facendo e metterci tutta l’anima.
Ancora oggi mi viene da sorridere per quella mail che ho mandato alla collega che già lavorava da anni (per la cronaca: col cavolo che fatturo 30.000 euro al mese…ma ci continuo a sperare!)
 
 
Bene, direi che ci siamo anche con il quarto anno.
 
Ora mi preparo al quinto, in piena zona rossa e con mille incertezze, ma con la voglia di fare e la mia amica fiducia.
 
La parola che ho scelto per quest’anno è proprio COMPIMENTO, inteso come sinonimo di “portare a buon fine”: dà ad intendere o lascia supporre che si siano trovati durante l’esecuzione ostacoli, difficoltà, e che vi sia un certo merito nell’averli superati.
 
Che dire, la voglia c’è! Mi accingo ad affrontare quel che sarà con una semplice frase, in cui credo molto:
 

“Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde” A. Baricco.

 
E tu a che punto sei nella tua attività? Vuoi raccontarci la tua storia?

 

 

 

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