COSA UNA MUCCA VIOLA PUÒ INSEGNARE A UN FREELANCE

mucca viola _Carol Marketing

Sarò onesta: quando nella mia vita mi è capitato di pensare a una mucca, nello specifico una mucca viola, ho sempre pensato alla famosa cioccolata, che soprattutto nei momenti di dieta, occupa buona parte dei miei pensieri.

 

Ma leggendo “La mucca viola” mi sono resa conto che c’è una mucca viola in ognuno di noi. Si, ora vi spiego.

Ho letto questo libro di Seth Godin con gli occhi puri e spontanei di chi, di marketing, ha sentito parlare molto superficialmente. E forse, proprio per questo, l’ho apprezzato.

In fin dei conti, (facciamolo sembrare facile) il segreto per avere successo nel lancio/rilancio di un prodotto o di un servizio sta nel trovare, oltre ai requisiti normali e assodati (le famose P del marketing) la P in più, da cui Purple cow: la mucca viola.

 

“Le mucche, una volta osservate per un certo tempo, diventano banali. Possono essere perfette, di belle forme, magari dotate di grande personalità, illuminate da una luce incantevole, ma sono sempre banali. Una Mucca Viola. Quella sì che susciterebbe interesse (almeno per un po’). L’essenza della Mucca Viola è la straordinarietà

 

Se una volta, per gli addetti marketing bastava soddisfare alcuni requisiti e il successo era assicurato, negli ultimi anni tutto è cambiato.

Il consumatore ha tutto ciò che gli serve, addirittura più di ciò che riesce ad utilizzare. Siamo arrivati al punto che abbiamo tutto, ma non abbiamo il tempo di usarlo, sperimentarlo e apprezzarlo.

Va da sé che il lavoro degli addetti marketing è stato rivoluzionato, o quantomeno, per funzionare deve essere rivoluzionato.

Una volta il lavoro di un marketer iniziava con il prodotto già pronto per essere immesso sul mercato, e non restava che preoccuparsi di pubblicizzarlo con i giusti canali.

Oggi, al contrario, bisogna inventare un prodotto dopo aver sondato, stabilito e compreso, la fetta di consumatori alla quale rivolgersi. Bisogna stabilire cosa può rendere straordinario il proprio prodotto e successivamente investire per la sua realizzazione. Il mediocre, l’innocuo, equivale al fallimento.

Bisogna quindi investire il denaro che una volta era destinato al marketing tardivo (passatemi il termine, inteso come successivo alla creazione del prodotto) al designer che si occupa di inventare il prodotto che fa al caso nostro.

La mucca viola è la caratteristica che rende straordinario il prodotto. Spesso questo corrisponde a porre il nuovo nato a una serie di critiche, di disapprovazione, di incomprensioni. Ma questo fa parte dell’essere straordinario.

Quando un prodotto è straordinario, la sua diffusione avverrà principalmente grazie ad un unico gruppo di adottatori precoci, disposti a diffondere la loro opinione positiva e a consigliarlo ad amici e conoscenti, contribuendo a un marketing più che efficace: il passaparola. Per questo “le idee che si diffondono hanno maggiori probabilità di avere successo rispetto a quelle che non si diffondono .” L’autore chiama queste idee: ideavirus.

Non rimane che intercettare nel gruppo, persone disposte a starnutire diffondendo il virus.

Bisogna capire cosa desiderano e inventarlo.

Bisogna individuare la passione di una nicchia, il cosiddetto Otaku, quella passione sfrenata per il tale settore (gastronomia, elettronica, etc.) il prodotto non va diretto alle masse, ma a una parte di esse che sia efficace.

 

“Ricordate, non è questione di essere stravaganti, sfacciati o originali, ma di risultare irresistibili a un piccolo gruppo di diffusori di virus facilmente raggiungibili e dotati di otaku . Irresistibile non significa ridicolo. Irresistibile (per la nicchia giusta) significa straordinario”

 

Ricapitolando, cosa ha insegnato la Mucca a una new entry come me?

1) Innocuo e mediocre sono destinati a fallire. Tra mille prodotti innocui, meglio puntare ad un prodotto straordinario.

2) La paura di qualcosa di straordinario non porta a nulla. Lo straordinario porta con sé critiche e incomprensioni, ma esse fanno parte del percorso. Nessuno critichera’ un gelato alla vaniglia, mentre un gelato alla violetta di montagna avrà chi lo critica ma anche chi lo adora. Punteremo su questi ultimi.

3) Vietato addormentarsi sulla mucca, ehm, sugli allori. I profitti portati dalla mucca viola vanno utilizzati per cercare sempre nuove soluzioni e miglioramenti.

Spero di esserti stata utile, sicuramente non guarderemo più le mucche con gli stessi occhi.

Mooow a tutti.

Camilla, Copywriter

Questo articolo è la recensione di “La mucca viola” di Seth Godin, guru del marketing, visto con gli occhi di un freelance che nella vita fa tutt’altro.

Le recensioni che si leggono normalmente sul web su questo libro sono di esperti del marketing i quali, ovviamente, danno la loro visione del testo da un punto di vista tecnico.

Quindi ho pensato di avventurarmi in compagnia di una persona che sta tastando il terreno dei freelance, con la tabula rasa di chi si affaccia per la prima volta alla finestra del marketing, chiedendole cosa può trarre di buono da questo testo da utilizzare per migliorare il suo business.

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